Famiglia Meneghina
La sua storia è la vocazione per Milano
Non fu un anno banale per Milano, quel 1924.
Da dicembre dell’anno precedente la città era diventata più grande e popolosa con l’annessione di 11 borghi fino ad allora comuni autonomi: Affori, Baggio, Chiaravalle, Crescenzago, Gorla con Precotto, Greco, Lambrate, Musocco, Niguarda, Trenno, Vigentino.
9 giugno 1924. Giorno mese anno di nascita della Famiglia Meneghina.
Che festeggia l’inizio della sua attività sociale e culturale davanti a un bel piatto di risotto giallo presso la trattoria “Candidezza” di Via Unione.
Come avrebbe potuto essere differente il menù’? Per degli autentici milanesi indispensabile far troneggiare al centro della tavolata il risotto preferito da Carlo Porta, il poeta vessillo della lengua milanesa!
Il palazzo al civico 7 di Via Meravigli, d’aspetto rinascimentale, fu realizzato per volontà del committente Conte Ercole Turati appassionato collezionista e fra i maggiori possidenti della città. Sarà lui a far decorare il piano nobile da due celebrati artisti accademici: la sala dei banchetti da Giuseppe Bertini, il salottino azzurro dal Pogliaghi.
Fu questa la sede dal 1933 sino alla fine degli Anni Ottanta della Famiglia Meneghina, la cui vocazione fu sempre Milano.
Lo statuto di questo Circolo assolutamente meneghino è in dialetto, è scritta in milanese anche la formula d’ammissione, e colui che domanda di farsi socio deve dichiarare d’essere meneghino, di sentirsi meneghino, di coltivare la parlata meneghina e di volere che Milano conservi e tramandi le caratteristiche ambrosiane.
I Presidenti del sodalizio hanno il titolo di resgiò; i Consiglieri di missée; i Probiviri il titolo di marsinoni.
La parola al Dottor Alessandro Gerli – Presidente dell’Associazione Culturale Biblioteca Famiglia Meneghina-Società del Giardino.
“La Famiglia Meneghina per tener fede alla vocazione che l’ha vista iniziare e proseguire per un secolo, ha ritenuto di celebrare i suoi 100 anni con la pubblicazione dal titolo:
“La Famiglia Meneghina. Una voce lungo un secolo. 1924-2024”.
Ci presentiamo alla città di Milano con questo volume promosso dal Consiglio e dal Comitato Scientifico, che raccoglie i contenuti di illustri autori: accademici, giornalisti di chiara fama, grandi cultori della lingua e della storia milanese.
Com’è nostro costume, abbiamo voluto trasmettere alla cittadinanza la testimonianza sia di una attività editoriale, sia di eventi e di personaggi pochi conosciuti o dimenticati, che però fanno parte del tessuto storico di questa nostra Milano.”
La Famiglia Meneghina giunta ormai al secolo di vita è ancora permeata dallo spirito ambrosiano, l’anima più vera della città nella sua dimensione civile e religiosa, laboriosa e popolare, culturalmente sempre all’avanguardia.
Molteplici sono stati in questi decenni le occasioni che hanno portato ad incrociare vescovi, personaggi e istituzioni della Chiesa Ambrosiana.
Come dimenticare l’episcopato di Giovanni Battista Montini poi Papa Paolo VI, ora santo?
Il medaglione con l’effige di Ambrogio su un lato e della Madonnina del Duomo sull’altro sono quanto di più milanese, di ambrosiano, di meneghino si possa pensare.
Che dire della straordinaria Biblioteca della Famiglia Meneghina?
10.000 Volumi Moderni – 500 Volumi Antichi – 500 Manoscritti, dalle diverse tematiche rigorosamente milanesi fra Dizionari e Grammatiche, Letteratura, Chiese e Monumenti, Arte, Alessandro Manzoni, Manoscritti teatrali e molto altro.
La Biblioteca, dal 1998, è ospitata a Palazzo Spinola, in Via San Paolo 10 dalla Società del Giardino e, in accordo con la Regione Lombardia, è aperta alla pubblica fruizione.
Giovanna Ferrante
