VIA ORTI OGGI
La zona ristrutturata e valorizzata, il recupero degli edifici storici e il loro patrimonio architettonico e culturale, nuovi complessi residenziali con soluzioni abitative e caratteristiche elevate. Attorno ad esse, giardini, negozi, ristoranti,
Una importante realizzazione di considerevole eccellenza e prestigio.
E NEL TEMPO DI MILLENNI LONTANI
Nell’epoca romana – I e II secolo d.C.- in quell’area vi era un cimitero, la cui presenza testimoniata dal ritrovamento di tombe.
Arriveranno gli anni di Ambrogio, arcivescovo di Milano, che donerà terreni al di fuori della città, poco distanti da quella via Porticata che diventerà poi corso di Porta Romana.
L’area si trasformerà in zona coltivata ad orti; gli antichi orti un tempo parte del territorio del “Patrimonio di Sant’Ambrogio”.
La zona rimarrà così caratterizzata sino all’Ottocento.
Il tempo scivola nel futuro.
Della coltivazione delle verdure rimane il ricordo nel nome della via, appunto via Orti.
Una strada condivisa da due categorie di residenti: persone perbene che faticosamente e poveramente affrontavano la vita, accanto agli altri abitanti, ladri teppisti rapinatori. La banda del Tarzan, ladri arrampicatori capaci di svaligiare rapidamente appartamenti nelle zone benestanti della città, la banda dei ladri di biciclette organizzata da un un ex pugile, i depositi di sigarette di contrabbando nascosti dietro le cantine.
La criminalità e la mala che frequentemente facevano accorrere la polizia.
GIORGIO SCERBANENCO
Nel 1931 in una casa di ringhiera al numero 12 di via Orti andarono ad abitare i giovanissimi novelli sposi Giorgio Scerbanenco e Teresa Bandini.
Scerbanenco, nato a Kiev, i genitori si erano conosciuti in Italia dove il padre si era trasferito per programmi di studio e sarebbe poi diventato professore di lingue classiche.
Inizialmente avevano abitato a Roma. Dopo la morte del padre, ucciso durante la Rivoluzione di Ottobre, moglie e figlio si erano
trasferiti a Milano.
Per il giovane Giorgio sarà il periodo dei tanti mestieri d’ogni tipo, prima di scoprire il proprio talento per la scrittura in particolare il noir. Diventerà infatti uno degli autori più importanti a caratterizzare il genere giallo.
Dedicato a via Orti è l’abbozzo di un suo libro incompiuto e non pubblicato, dal titolo Via del lupo.
“Via Orti è una povera via di Milano. Ogni camera fa un appartamento completo anche per più persone. L’acqua e il gabinetto sono fuori sul ballatoio.
Gente umile vive in quelle case: qualcuno non è poi tanto povero, altri non sono poi tanto onesti.”
Giovanna Ferrante

