ALESSANDRO RIVALI – LA TERRA DI CAINO
Difficile con le parole far emergere visi, emozioni, individui, luoghi, sentimenti.
Le parole racchiuse nella raccolta poetica di Alessandro Rivali riescono a trasmettere tutto questo in lampi di frasi che sono riflessioni sul tempo infinitamente lontano, come se si fosse fermato e si presentasse alla nostra incapacità di comprendere, per avvolgere il nostro fragile pensiero nella meraviglia della metafora che diventa acuto penetrante realismo.
Ed ecco Caino, perduto nel suo ardore malvagio
“Caino,
sarò io con te, sibilò il serpente,
sarò segno della tua violenza,
delle fessure nelle coscienze...”
eppure
“Caino sostava ai crocevia del male,
ma benediceva la rugiada
che apriva le rose del deserto.
E continuava a chiedere luce…”
e ancora
“Caino cercò le città dei morti,
per sdraiarsi a fianco dei passati
e lasciarsi invadere da quanto era stato.
Forse avrebbe ritrovato i giardini,
i vapori intorno alle cascate,
il suo nome ripetuto fra le stelle…”
A seguire le pagine che raccontano il Cimitero Monumentale di Staglieno.
Dice Alessandro Rivali” Ho sempre considerato i cimiteri uno straordinario crocevia di storie”
“Non volevi la città dei morti,
eppure ti rapirono i tulipani,
le spose sfiorate dagli angeli.
Gli amanti fissati nella pietra…
Contemplavi la giovinezza
sempre sospesa in un bacio…”
Quante esistenze, quante vicende nell’infinito cammino percorso nei secoli da molteplici generazioni di uomini e donne.
Caino e migliaia di tombe sconosciute. Ed ecco in tutto questo, con la potenza poetica dell’autore, almeno un tassello appartiene anche a ciascuno di noi.
Un libro da leggere, pagine sulle quali riflettere.
Giovanna Ferrante

Libro edito da Mondadori
