CARLO PORTA AL TEATRO OUT OFF

CARLO PORTA AL TEATRO OUT OFF

IL POETA CHE DIEDE AL DIALETTO MILANESE DIGNITÀ DI LINGUA LETTERARIA

 

Giovanna Ferrante

 

Uno spettacolo imperdibile.

Per i milanesi di nascita o per scelta, per tutti coloro che amano il teatro e la poesia, per chi sa ascoltare i sentimenti e le passioni, per chi prova sofferta indignazione davanti al dolore degli ultimi, di tutti coloro che soffrono nella miseria e nella solitudine.

 

Fino al 9 Febbraio è in scena

EL MARCHIONN E LA NINETTA: CARLO PORTA NEL MONDO DEGLI ULTIMI

capolavori della produzione dell’autore meneghino.

 

La versione in rima italiana affidata alla poetessa e traduttrice Patrizia Valduga che con arte appassionata traduce la poesia portiana affiancandola ad alcuni versi originali in dialetto milanese; scelta questa del regista Lorenzo Loris che ha inteso così intrecciare le due lingue e culture. E che così accenna al suo lavoro.

“Sono vicende che vedono protagonisti individui lacerati dalla miseria, dall’abbandono, dalla pena profonda per il proprio destino.

Sentimenti che nel tempo in cui viviamo sono all’ordine del giorno. Dietro a questa solitudine possiamo riconoscere la nostra solitudine contemporanea”

 

In alcune pagine di un mio libro dedicato a Carlo Porta faccio parlare la Ninetta che si racconta in prima persona.

Queste sono le ultime righe.

 

“Parlo a me stessa cercando di consolarmi, smarrita nel buio di una stanza estranea affittata per due soldi, nel buio del silenzio, nel buio del dolore, mentre il cuore è stretto in una sensazione angosciosa, una fitta al palmo delle mani come se il tormento si irradiasse fin lì.

La vita brutta faticosa nemica mi aggredisce.

Scapperei da me stessa. Fuggire, come si fa?

Nondimeno mi resta il mio poeta.

Questa è l’unica cosa bella.

E sarà anche l’unica, ma è eterna.”

 

(tratto dal libro Piazza del Verzaro – La Milano di Carlo Porta)

 

La Ninetta e El Marchionn vi aspettano al Teatro Out Off.

Dovete regalarvi le emozioni che vi susciterà questo spettacolo.

Perderlo sarebbe un impoverimento di tutto ciò a cui anelano cervello e cuore!