Le immagini di San Biagio lo rappresentano nei paramenti vescovili con un libro in mano simbolo del sapere, il pastorale, un pettine di ferro: emblemi questi dell’essere stato medico nella sua città, del sostegno delle anime, del suo martirio.
Nasce a Sebaste in Armenia, l’odierna Turchia, nel III secolo.
Molti i miracoli a lui attribuiti, fra i quali quello che divenne tradizione.
Una donna, disperata per la sorte del suo bambino che aveva ingoiata una lisca di pesce che si era fermata nella trachea e lo stava soffocando. Ecco perché il Santo, quale santo ausiliatore (14 sono quei santi ai quali si ricorre pregando per la guarigione di diverse malattie) viene invocato per proteggere la gola, preghiera espressa nel rito che il sacerdote compie durante la messa del 3 febbraio, con 2 candele incrociate e posate sulla gola dei fedeli.
Il Santo subirà il martirio nel 316 durante la persecuzione dei cristiani, in quegli anni di tensione fra i due imperatori Costantino e Licinio, rispettivamente imperatore d’Occidente e d’Oriente.
I quali nel 313 si incontrarono a Milano per promulgare l’Editto di Milano, per annullare subito dopo la loro alleanza insanguinando i territori con guerre per la conquista del potere. La vittoria definitiva sarà di Costantino, che diverrà unico imperatore.
San Biagio verrà sepolto a Sebaste. Successivamente nel 732 si decise che alcune reliquie venissero trasportate a Roma, o almeno questa era l’intenzione, ma una violenta tempesta costrinse i naviganti a riparare sulla costa di Maratea, dove saranno raccolte le reliquie che verranno deposte nella chiesa sul monte poi intitolato con il nome del santo.
Nel 1629 sarà re Filippo IV di Spagna a disporre la Cappella Reliquaria sotto la tutela della Regia Curia, con il titolo di Regia Cappella.
Il culto di San Biagio è riconosciuto dalla Chiesa Cattolica e da quella Ortodossa.
E il Panettone?
Il 3 febbraio, è il giorno della conclusione definitiva delle Festività natalizie.
È il giorno di San Biagio protettore della gola, e secondo la tradizione milanese e lombarda mangiare l’ultima fetta del panettone di Natale proprio nel giorno del Santo protettore, è un atto propiziatorio per allontanare i malanni.
Vi aspetto alla Biblioteca Cresenzago in Via Don Orione 19 a Milano, Martedì 3 febbraio alle ore 18
Giovanna


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